giovedì 28 giugno 2012

Un rutto al giorno...


 
                          "Meglio fuori che dentro"  cit. Shrek

Il rutto, pur essendo godurioso e decisamente liberatorio, è spesso motivo di imbarazzo e ritenuto di cattivo gusto. Eppure, in alcune culture (ad esempio in Giappone), a tavola il rutto è un ottimo modo per fare i complimenti allo chef. Addirittura esiste il falso mito che le ragazze non abbiano la capacità di ruttare, o di espellere del gas da qual si voglia orifizio. Ma se ci pensate, una delle prime cose che i nostri genitori ci insegnano da neonati, è proprio ruttare! Poi, crescendo rischiamo di beccarci un sonoro ceffone, se solo osiamo pensare di far uscire dalla bocca, quella fresca fragranza di vomito dalle sonorità vibranti, che caratterizzano i rutti. Nel mondo, ma anche qui in Italia, la gara di rutti è un must delle fiere e delle sagre locali, specie della birra. 
Rumoroso, al gusto di cipolla, parmigiana della nonna, gorgonzola stagionato, il rutto è un sollievo, capace di migliorare la giornata facendoti sentire leggero come una libellula. Con moderazione, ovvio, non c'è bisogno di superare i 120 decibel.

Il rutto più lungo del mondo è di circa un minuto e mezzo.

Un doveroso ringraziamento va a tutte le bibite gassate, sacrificate in nome del rutto libero.

Baci (o rutti),CrearsiLaSfiga


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