martedì 19 marzo 2013

"ciao Ntonetta"

...hai deciso di lavorare lontano dalla tua famiglia, per potermi offrire un futuro migliore...
...mi hai sempre insegnato che, anche se imbracciavi un fucile, le armi sono pericolosissime...
...quando ti arrabbi urli come un pazzo, ma in un attimo passa tutto...
...molte volte ti ho fatto arrabbiare ma mi hai sempre perdonata...
...non ti arrabbi se non supero un esame, anzi mi consoli dolcemente...
...non parliamo molto, perché non ne abbiamo bisogno, visto che siamo molto simili...
...ogni anno è sempre più difficile vederti partire...e mi saluti con una carezza e un "ciao Ntonetta mia!"
Grazie Pà!

lunedì 18 marzo 2013

Insoddisfazione: la mia fonte di energia

Insoddisfazione. Il nostro comun denominatore. Se vi soffermate un attimo a pensarci, è l'insoddisfazione che ci spinge a fare determinate scelte. Anche se a volte non ne siamo del tutto consapevoli. Io ad esempio scrivo su un blog perché il più delle volte sono insoddisfatta. 
La nostra esistenza può cambiare radicalmente se nel profondo l'insoddisfazione ci corrode come un acido, e lentamente ci porta a fuggire, voltare pagina. Anche le scelte più banali sono conseguenze della nostra insoddisfazione. Ad esempio, un bel giorno, davanti ad uno specchio ci guardiamo e non ci riconosciamo: sentiamo il bisogno di cambiare immagine perché siamo insoddisfatti di ciò che il crudele specchio ci propone.
In fondo, credo che l'insoddisfazione non sia un male. Essa ci porta ad un perpetuo ciclo di continui cambiamenti, atti a migliorare in qualsiasi modo la nostra vita. Anche il più piccolo e stupido mutamento può farci stare "bene".
E visto che ormai la mia vita è incentrata sulla biologia:
Se l'Evoluzione si fosse accontentata, se non fosse stata minimamente insoddisfatta, saremmo ancora degli organismi unicellulari. E invece guardatevi intorno. Un'infinità di organismi viventi del tutto diversi.
Il prossimo passo dell'Evoluzione?!

"Il mondo è bello perché è vario". Adesso ha un senso anche per me.

Baci CrearsiLaSfiga

sabato 2 marzo 2013

Diamoci un taglio...

Io, undercut.
E' incredibile come un semplice taglio di capelli possa cambiarci la giornata. Sapete bene che il genere femminile dà molta importanza alla propria chioma. Anzi pensandoci un attimo, i vari tagli di capelli hanno contraddistinto le varie epoche. Mi vengono in mente le immense acconciature del XVIII secolo, o i capelli cotonati degli anni 80. 
Io negli anni ho sempre maltrattato i miei poveri capelli: dal multicolor ai rasta, passando per diversi tipi di scalature per giungere alla fine al look che ormai si sta imponendo da qualche anno. Il nome è undercut, e consiste in una rasatura parziale della testa. Sinceramente per me è un sollievo avere parte dei capelli rasati, risparmio un sacco di tempo. 

La questione però non sta nel fatto che sono andata dal parrucchiere. Tempo fa non mi sarei neanche sognata di farmi rasare mezza testa. Ma i media sono riusciti a forviarmi. Ogni giorno i nostri cervelli vengono bombardati da messaggi pubblicitari che cercano di convincerci che il prodotto pubblicizzato è il migliore che esista sul mercato. E questo accade anche per le acconciature. 
Gli stilisti si alzano la mattina e decidono cosa sia "in" e cosa "out". E la cosa che trovo davvero buffa, sta nel fatto che noi seguiamo, in parte, ciò che la "moda" detta. Forse per sentirci più a nostro agio, o forse perché non abbiamo voglia di rimuginare su come presentarci al mondo. Seguire le mode è più semplice, meno faticoso insomma. E qui mi sorge spontanea la domanda: stiamo diventando sempre più apatici? O forse abbiamo il timore di essere esclusi dalla società per via del nostro aspetto "diverso dagli altri"?
Io, per ora, non trovo soluzione al mio enigma.

Baci, CrearsiLaSfiga